18 Gennaio 2011
Ammetto ormai che il crogiolar post-Voltotomo conversione non mi recò più gran piacere allorché il mio miserabile popparuolo per vano motivo si dileguò virtualmente tra la fuffa, com'è tra fallomarmocchi lecito fare. Non voglio ora esplicare la cagione dello spiacevole e puerile gesto già giustificato da superficialità e povertà d'animo, quanto pacatamente condividere riflessioni in quest'ultimo periodo di pausa-attesa e rimembrare ,dopo tante peripezie, con lieve sorriso, i pasticci in cui incorsi nel romantico lasso di tempo giocoso. Nacque il primo tempo addietro per mero trastullo, tra la fuffosa accozzaglia manzoniana nella disco toscana in una alquanto allegra notte di gita scolastica, quando, imprudente quale fui, non persi occasione di sollazzarmi in compagnia di un avvenente giovine dall'aspetto cortese. L'amica montanara non credette alle sue lenti! Tra lo stupore di astiose suine dalla larga bocca incorsi nello sconsiderato gesto al suon di Infinity2008. Cosicché in hotel: "Ma vi siete...?" "Eh beh..." "Oddeo,non zi pozzo credare! Ora mi racconti tutto!" "No dai raga,sono stanca...." "Pure?!!"
Il flirto durò giusto un paio di mesi e terminò con molta maturità: su Messenger. Erano i bei tempi Fuffaworld, di Antani, dell'Amica Monty, dei tipi manzoniani, del Gaety e del conte Mascetti! Poesie d'amor cortese, sconcertanti dichiarazioni e quant'altro affollarono così sempre più la mia mente di avventati pensieri e i miei giorni di intensa ispirazione artistica,come "piacere impiacentito e divenuto carne, come piume di un raro metallo spumato, o come vino d'argento versato in nave spaziale". Comparve qualche mese dopo sulla scena un altro popparuolo, un tale a cui il mio cuore realmente cedette, un amore ahimè destinato a fallire dopo breve tempo di accesa passione. Qual sconforto....ma che liberazione! Il mio delizioso povero naso ricominciò finalmente a respirare! Potei nuovamente odorare i fiori, e altri profumi caduti nell'oblio di quei tremendi mesi di apnea. Anche la mia lingua potè di nuovo sciogliersi dopo che, per seri motivi di comunicazione, fui costretta ad adoperar la dialettale favella. Toccò il turno allo chic marcianisano abbronzato,fan di Alessio e altri neomelodici. Somigliava tanto a un panda...altro non vi aggiungo per i buon intenditori. Ecco,ecco che arriva! Pronti?? E da qui iniziava la sigla di Uomini e donne che accompagnava la sfilata con tanto di red carpet! -We bllè...Ma se io ti bacerei....- iniziò la conversazione. -Se baciassi magari...- -No no,io! Nu mument,lasciami parlà- interruppe infastidito. -Se ti bacerei il collo,cosa diresti?- Atmosfera romantica,luci soffuse.. Attacco! "Comm'è bell sott' e stell, sent o' fridd n'gopp a pell, stamm già facenn' ammor, già t'teng rint o' cor..."
Mi risvegliai dopo 2 settimane da quel terribile incubo,dopo che scoprii i "tradimenti" con altre...ehm...vrenzole. -Fiuu,meglio prima che dopo...- mi consolai.
Ma il piacere impiacentito tornò a farsi sentire nella bella e spensierata estate,nel luogo ove l'olezzo di ascelle commosse, il tamarro,il bellimbusto e la ragazzetta desiderosa soggiornano sempre....ta ta tatà: la palestra. Quale luogo d'incontro migliore per un flirt di lunga durata? Quali visioni incantevoli! Lascio immaginare.. Fu così che tra esercizi e chiacchierate a più interpretazioni...-dammi la mazza Wendy!- gli incontri del Luglio 2010 divennero molto calorosi. Nello stesso mese conobbi altra gente..."simpatica". Ma questa é tutta un'altra storia..
04 Agosto 2009
Qualcosa turbò il dolce sonno della mia socia ricciuta qualche notte fà. Eravamo tutti a metà tra esseri umani e pesci;le sembianze non erano state intaccate,ma eravamo nell'acqua e la collina di Kaiatia e la pianura del Monte Verna erano invase da acque tropicali. I nostri luoghi natii erano come un mondo fantastico. Ci stavamo sollazzando nelle acque nostrane,quando io,allontanatami per un attimo,tornai all'improvviso tutta tremante,scossa,turbata. Era come se io fossi reduce dalla guerra. Recavo in mano delle ciocche dei mie lucenti capelli e sembravo traumatizzata da qualcosa che mi era successo in quel tempo in cui mi ero allontanata dal gruppo. Le mie amiche,spaventate,mi chiesero cosa mi fosse accaduto ed io le informai che era stata lei,la Balena Canarona a turbare il mio stato di quiete. Mi aveva tirato i capelli con veemenza ancora in memoria del nostro antico astio. La Balena Canarona,figlia di una delle famiglie del jet-set marino,si era servita di noi per anni,approfittando delle nostre abilità. Ci comprava con penne colorate,matite profumate,polipi gioiello,conchiglie multiuso per avere in cambio l'opportunità di copiare i compiti. Ma dopo una ribellione totale e svariati episodi accaduti in fondo al mar,tra la Balena e noi si eresse un muro fatto di invidia e critiche. E in nome di quell'antica inimicizia la Balena Canarona volle ancora agire contro di noi,colpendo i miei capelli. Che sia un sogno premonitore?Speriamo di no.
25 Luglio 2009
Mi pare di sentirle le voci dei contadini che cantano e conversano tra di loro mentre lavorano nei campi. Ma i campi sono sprofondati;loro sono lì sotto,nella terra più profonda,ricoperti dal terriccio scuro e freddo. Si dice che se la notte di Sant'Anna,il 26 luglio,ti rechi nella località "Sparafunno" facendo attenzione alle sterpaglie e agli animali selvatici,puoi sentire sotto i tuoi piedi il rumore degli zoccoli dei cavalli che trottano e le voci dei braccianti che lavorano. Ma devi stare in silenzio per poter godere di questo raccapricciante spettacolo.E' come se loro continuassero a vivere lì giù,come se i loro spiriti non si fossero rassegnati alla sorte che gli è toccata. La leggenda dello Sparafunno è una storia molto antica,tramandata oralmente di padre in figlio,di nonno in nipote. Si racconta da secoli che in un anno non precisato,probabilmente molto prima del 1860,nel giorno di Sant'Anna sia successa una cosa terribile,una tragedia immane. Durante il giorno dedicato alla santa,madre di Maria,ogni tipo di lavoro deve essere abbandonato,come se fosse sacro. Ci si deve riposare e il riposo deve essere dedicato alla santa,alla quale si deve accendere,come di tradizione secolare,una candela sul davanzale della finestra. Ma quel lontano giorno di un anno non specificato,i contadini della località ora nota col nome di Sparafunno decisero che avrebbero faticato lo stesso perchè i lavori campestri erano arretrati. Contro il volere delle loro mogli devote,sfinite nel viso e nell'anima dalla fatica quotidiana,i contadini del villaggio si riunirono insieme per lavorare come di consueto la terra. Una terra che aveva bisogno di attenzioni e che non poteva permettersi di essere lasciata da sola neanche per un solo giorno. Prepararono le bestie per la lunga giornata che li attendeva e ci fu l'esodo. I contadini,noncuranti della sacra giornata,lavorarono e lavorarono anche duro. Uno di loro,seduto sull'aratro,sembrava bramoso di blasfemia e appariva felice della scelta fatta che andava contro i costumi religiosi dell'epoca. Tutti mettevano l'anima in quel lavoro,desiderosi di terminare al più presto le arature. Intanto,mentre i contadini sudavano nei campi,i bambini giocavano poco distante dai loro padri,al villaggio,davanti alle loro case in mattoni grezzi,facendo gruppo ed emanando gridolini e risatine spensierate. Le loro madri avevano seguito i mariti nei campi,le nonne,invece preparavano il pranzo e le bis-nonne erano sedute su sedie di legno traballanti davanti all'uscio delle loro case rustiche,impegnate in lavori manuali femminili. -Giuvà,piglia u catino e ll'acqua!-(prendi il contenitore con l'acqua) gridò un uomo basso e tarchiato,con la pelle arsa dal sole.Doveva avere intorno ai quarant'anni,ma ne dimostrava dieci di più. Qualche contadino era sfinito dal lavoro,qualcun'altro,come il quarantenne basso e tarchiato,mostrava,invece,una espressione felice,perchè sapeva che più tardi sarebbe tornato a casa,dove l'aspettava la giovane moglie che lo avrebbe rallegrato. -Arr!!Sant'Anna!- gridò questi senza esitare. Quella bestemmia cadde come un fulmine a ciel sereno. Il grido di quel disgraziato fu come uno sparo inaspettato,come un bicchiere che cade a terra e si spezza in mille cocci. Tutti si girarono verso di lui,con gli occhi sgranati per lo stupore nato dopo aver udito una sì simile blasfemìa. Nel giro di pochi istanti i cieli sopra quello sventurato e affamato villaggio di contadini si oscurarono:nuvole grigiastre e indaco si strinsero sempre più. Si udivano agghiaccianti rumori baritonali di provenienza incerta che facevano tremare la terra e l'anima di quella gente. La terra sotto di loro cominciò a vibrare. I bambini al villaggio cominciarono a scappare senza una meta,spaventati da ciò che stava per accadere di sconosciuto a loro;le vecchie sedute a ricamare gettarono i lavori sul selciato e abbandonarono,ciondolando,la loro postazione,sorreggendosi su bastoni di legno scuro;le nonne uscirono dalle case per cercare e proteggere i loro nipoti da qualcosa che era troppo grande e indomabile. I vitelli rimasti nelle stalle cominciarono a muggire come mai avevano fatto,i cavalli si divincolarono dai legacci e iniziarono a scalpitare come impazziti. Le galline e le oche gridavano e svolazzavano,perdendo qualche piuma. Tutto era un trambusto geerale.Il panico si era distribuito tra tutte le generazioni presenti. Un unico lampo squarciò i cieli. La terra,nel frattempo,continuava a tremare. Cominciò a sgretolarsi con prepotenza e a mandare giù le anime innocenti dei bambini,i cavalli,i buoi imbizzariti,i contadini blasfemi e le loro donne. Tutto avvenne nel giro di pochi brevissimi istanti. Qualcuno cercava di salvarsi,aggrappandosi inutilmente a qualcosa che non c'era più;ma la terra era diventata meschina:doveva annientarli,mandarli giù e riempire i loro polmoni di terriccio fino ad asfissiarli. Questa era la punizione che meritavano,adulti e bambini,per aver bestemmiato e per non aver osservato la sacra tradizione in onore di Sant'Anna. Pagarono tutti per una colpa commessa da una sola persona. Le donne erano colpevoli soltanto di aver appoggiato i loro uomini;ma sprofondarono anche loro,con i figli,le suocere... Qualche minuto dopo era tutto finito.Dei contadini,delle loro mogli,figli,madri e nonne non si vedeva più neanche l'ombra. Tutti erano stati inghiottiti dalla terra,animali e attrezzi compresi. Non rimaneva neanche lo scheletro di quel vecchio villaggio di contadini;tutto era sparito lì sotto. La terra si era vendicata. Erano "spariti nel fondo." Per questo,ora,quella zona periferica di campagna si chiama "Sparafunno",perchè tutti sparirono nel fondo di quella terra assassina,a causa di una bestemmia. Ancora oggi si può avvertire il vuoto sotto di sè,se si cammina per lo Sparafunno. Tutt'oggi è possibile ascoltare le grida dei bambini,lo scalpitio dei cavalli e le voci indistinte delle donne. Tutt'ora aleggia nell'aria il mistero dello Sparafunno e se camminate per di lì,vi pare di vederla quella gente sventurata che lavora nei campi con devozione,ardendo sotto il sole,come se quegli stessi gesti fatti prima di sprofondare fossero stati fissati per sempre.
19 Luglio 2009
Quel pomeriggio Costanza uscì di casa per andare a prendere la sua amica Celeste. Avevano deciso di andare a far visita alla loro professoressa delle medie,una deliziosa signora borghese minuta e di bell'aspetto. Erano molto legate a quella donna,come tutti gli altri ragazzi,e ora che andavano in scuole diverse da diversi anni si sentivano ancora in dovere di ringraziarla per tutto l'amore che aveva messo nel suo lavoro. La macchina della madre di Costanza le scaricò di fronte alla casa della professoressa. Non c'erano mai state dentro;da fuori sembrava abbastanza bella,ma di una semplicità troppo eccessiva. Suonarono al citofono.Non rispondeva nessuno.Costanza provò a citofonare l'altro pulsante che era accanto alla scritta "De Angelis Oliviero".Dopo un pò di tempo uscì dalla porta un anziano signore dall'aria intontita che fece loro cenno di entrare. Doveva essere sordo quell'uomo,perchè Costanza fu costretta tre volte a ripetergli la stessa domanda. -La professoressa Morante è in casa?- Dopo la terza volta che Costanza ripetè le medesime parole,il vecchio signore,non molto socievole e garbato,fece capire alle due ragazze che non c'era nessuno in casa. Faceva fatica a parlare,perchè più che altro,gesticolava per farsi capire. Le due amiche tolsero,allora,il disturbo,fuggendo da quello strano e burbero ex brigadiere ora in pensione.
-Ma chi era quello?-domandò tra le risa Celeste. -Quello è il suocero della professoressa,il padre del marito....-
Già,era proprio così.Ma sembrava che quell'uomo,il brigadiere De Angelis,non la conoscesse affatto la signora Morante. Pareva che non avesse capito chi fosse la Morante. Probabilmente doveva aver avuto da poco qualche lieve ictus,che lo aveva un pò ammattito. Costanza e Celeste tornarono a casa De Angelis qualche ora dopo. Questa volta la loro professoressa era in casa e le accolse con piacere. Quando salirono le scale per raggiungere l'appartamento che condivideva con figli e marito al primo piano,una simpatica bestiola iniziò ad abbaiare con insistenza.Era una piccola maltese bianca:Rosetta. Era decisamente carina,ma tanto tanto terribile. La casa della signora Elvira Morante era straordinariamente bella.L'interno era mille volte più pregnante della facciata. Una casa borghese riccamente e sapientemente decorata. Tutto era esempio del suo buon gusto:i mobili di antica foggia,le tende,le scale col passamano di seta e sovrastate da un arco a tutto sesto,il colore delle pareti...eccetera. Era una casa davvero divina! Ci fece accomodare in salotto insieme alla cagnolina Rosetta che insisteva per essere presa tra le braccia di Costanza. Le ragazze parlarono del più e del meno con la loro vecchia insegnante per un tempo considerevole. Conversarono di scuola,di viaggi,di ricordi del passato recente.... Costanza e Celeste notarono l'assenza di Ignazio,il figlio della Morante,loro coetaneo che,però,a scuola era un anno avanti perchè,come tutti i membri della famiglia,aveva fatto la primina. Ignazio era il classico figlio di papà:viziato,perennemente annoiato e senza nessuno passione. Lo contraddistingueva una particolare voce trascinata e calante,che sembrava riflettere il suo carattere. Quando parlava le parole sembravano strascicate;ti davano l'impressione di un melting pot americano:una sull'altra in un'insalata globale. Di bell'aspetto,Ignazio vestiva ovviamente firmato dalla testa ai piedi e si dava le arie,soprattutto perchè stava ai Salesiani. Non c'era perchè doveva essere in giro con la sua macchinetta 50,quella che si guida senza patente. Tutto il giorno a scorrazzare su quella piccola quattroruote,annoiandosi a morte come sempre. Le ragazze,quando vennero a conoscenza che il beato Ignazio non c'era,si sentirono sollevate. La sua presenza le infastidiva lievemente,un pò perchè era poco simpatico e un pò perchè era amico di Caterina,una loro vecchia amica e compagna di classe con cui avevano litigato e con la quale certamente sparlava di loro. La madre,molto innamorata del suo figlioletto,finì per parlare di lui e del suo recente viaggio a Parigi. Ignazio era stato invitato a Parigi da un parente fotografo delle sfilate che era cresciuto a Roma e che ora andava in giro per il mondo ad inseguire i soldi e il successo. -A Parigi c'era la settimana della moda e così mio cugino un mese fa ha invitato Ignazio ad andare a Parigi.è volato da solo fin lì...non potete immaginare il mio stato emotivo in quei giorni,ragazze mie.- La sua voce tradiva in modo evidente l'ammirazione eccessiva,che voleva soffocare,che aveva per suo figlio. Fece vedere alle sue ex alunne gli inviti che suo figlio aveva portato da Parigi come ricordo di quella settimana fuori dalla solita vita. C'erano partecipazioni per la sfilata di Chanel,di Christian Dior,di Louis Vuitton. Raccontò che il suo cugino fotografo fece arrivare suo figlio a una delle sfilate con l'auto del direttore di Vogue e che,scendendo da questa,era stato scambiato per un modello da tutti i fotografi,che gli puntarono i riflettori addosso e iniziarono a scattare foto finchè non si accorsero dell'equivoco. Andò a prendere anche delle foto che il cugino gli aveva scattato in quei giorni....foto un tantino ridicole che Costanza e Celeste dovettero osservare,cercando di reprimere la voglia di ridere e tirando fuori a forza dei commenti positivi. Durante quell'ora e mezza Ignazio chiamò due volte perchè aveva bisogno di un passaggio e non sapeva da chi prenderlo. C'era il vivavoce e anche Costanza e Celeste poterono sentire la voce annoiata del ragazzo. Costanza dovette abbassare lo sguardo per nascondere le risa,aiutata dai suoi capelli,che le cingevano le guance. Era più forte di lei:quella voce la faceva proprio ridere,ancora di più in presenza della madre e dopo che ne aveva parlato,scherzando,con la sua amica Celeste. Trattenere le risa fu difficile,ma ci riuscì. -Per fortuna che c'era il cane...-disse Celeste dopo essersi congedate e aver chiuso il cancello della meravigliosa casa De Angelis. -Infatti!-sbottò Costanza. -Almeno se si rideva si poteva far credere che era per il cane pazzo.-
Infatti. La visita terminò così,tra un commento e una risata su ciò che la madre aveva detto loro del figlio,sul momento in cui telefonò il figlio e su quelle foto imbarazzanti scattate in trasferta. E le ragazze,passeggiando nel tranquillo quartiere dominato dalla casa della professoressa e dalle ville di sua sorella e di suo fratello,si allontanarono ripensando a quella insolita visita.
13 Luglio 2009
Quel pomeriggio,tornata dal catechismo,io,bambina di soli 6 anni,dopo aver controllato di aver finito tutti i compiti da brava alunna diligente qual fui e sono,andai a giocare per la campagna adiacente al mio giardino. A quell'epoca ero una bambina avventurosa,una abile esploratrice e mi inventavo i giochi più disparati,che fossi da sola o in compagnia. Ripensavo ancora alla lezione di catechismo fatta con la cadaverica Rosanna,incubo di tutti i bambini,anche di quelli più discoli,come Ciro lo scugnizzo e Antonio il miliardario. Avevamo parlato della Creazione.Era la prima volta che sentivo quella parola e che apprendevo come Dio avesse creato l'uomo. La favoletta descritta nella Bibbia fu resa ancor più favoleggiante dalla mente acuta della signorina Rosanna. Arrivò alla creazione dell'uomo:questi fu creato a immagine e somiglianza di Dio. Quindi l'uomo è simile a Dio. Dio disegnò nella terra la figura di un uomo e soffiò nelle sue narici un alito vitale:così l'uomo divenne essere vivente. Questo discorso impressionò molto i bambini,che,pieni di fervida fantasia,immaginarono tutti la stessa cosa che immaginai io. E,creduloni come sono i bambini,credettero davvero che l'atto della creazione avvenne così. -Fantastico!-pensai-Non è difficile creare l'uomo!-. L'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio!E' per questo che si immagina il Nostro Dio con le sembianze umane...niente di più sbagliato.Ma così facevano e fanno credere ai bambini....che soltanto quando cresceranno, e se cresceranno,capiranno che Dio è una creatura non fatta della nostra stessa sostanza:una energia positiva che regge e governa questo mondo. Ma Rosanna e tutte le altre catechiste amano rifarsi alle parole bibliche e dare ai bambini una immagine fiabesca di Dio e della Creazione. Comunque,stavo dicendo che quel pomeriggio me ne andavo passeggiando per la radura pensando a che tipo di gioco giocare. Ripensavo alle parole di Rosanna...mi rimbombavano in testa e dicevo:-"Che bello!Dio ci ha creati in un modo così semplice e allo stesso tempo fantastico!"-. Volli approfittare della presenza di un rametto di legno a terra e della stragrande abbondanza di terra bagnata dalle precedenti pioggie,per provare a forgiare un uomo. -Sarà il mio uomo.Diventerà mio amico,gli darò un nome speciale e sarà sempre con me,ringraziandomi in ogni momento per averlo creato.- mi dissi. Disegnai una forma pressochè simile a un essere umano e,piena di volontà e di energia,soffiai,come aveva detto la mia catechista,nelle narici. Aspettai qualche secondo,ma non succedeva nulla.Non si sprigionava nulla da quella cosa che c'èra lì a terra. Attesi ancora un pò,nella speranza di vedere comparire qualcosa. A nulla valse la mia attesa....non accadde nulla. Fu lì,quel giorno,in quel medesimo istante,che mi autoconvinsi della grandezza di Dio. Fu grazie a quel gioco ingenuo che mi accorsi dell'onnipotenza del Dio dei Cristiani.
12 Luglio 2009
Cantami,o Colucci,dell'irascibile Cucchi l'ira funesta che infinite addusse paure alle alunne,non molte anzi tempo all'ospedale travolse sconvolte alme di giovani e di debiti e bocciature a zappare la terra le fanciulle abbandonò così della Cucchi l'alto consiglio s'adempia,da quando primamente ella iniziò ad urlare quel lontano 18 settembre 2006.
24 Giugno 2009
Di buon mattino ieri mi incamminai per una selva oscura,chè i dritti quadri 'i dovea guardar. Dopo un viaggio fatto in compagnia di Alex in un pullmino dalle sembianze simili a quelli lì americani che portano i turisti a girare per le autostrade del Texas o dell'Arizona,passeggiai verso via Alcide De Gasperi. Guardai se ci fosse qualche sembianza fuffosa,ma,fortunatamente neanche l'ombra. Cercai impaziente i quadri della terza B e con rancore notai che,purtroppo,non la fecero franca nè Eccy,nè Imma-ex-Shelovesyouyeah,nè Oraz z z il contemplamosche. Mi aspettavo di peggio,sinceramente...Babbè. Si leggeva a caratteri cubitali che la mia socia,come già sapevo e sapevamo tutti,era stata sospesa in tre materie. Comunque la mia situazione non è tragica....debbo dire,anche se non faccio i salti di gioia. Potei leggere questi voti qui:9 in italiano,7 in latino dato dalla Sciocca,8 in storia dato da Satana,9 in inglese,8 in filosofia e scienze della formazione dati da Mortimer,6 in matematica e fisica,7 in musica,8 in arte,8 in chimica,7 in ed.fisica(quel Baffone si è sprecato!)e,per finire,9 in condotta. Più in là i punti di credito:sei. Dopo aver contemplato per un tempo considerevole i quadri e dopo averli anche immortalati in una foto d'autore,vidi che a qualche metro di distanza c'erano anche Davide e Gaetano. Stavano sbirciando i voti dell'illustre Francesco Orlando,che,anche se all'apparenza può sembrare scemo,ha collezionato bei voti. Ah,ho visto anche donna Cammela! E anche Mortimer!Stranamente non era proprio spaventosa come al solito,ma sembrava più donna,più magra....ma ugualmente triste. Aspettammo con gli altri bamb...ehm...ragazzi l'arrivo di Antani,che venne tradizionalmente in ritardo. Dopodichè,ci avviammo verso via Mazzini e verso la Flora. Lì,gli altri si misero a giocare a pallone,mentre noi parlammo di cose varie e facemmo foto. Stavo quasi per perdere il pullmannino,per colpa di Antani! Sempre lei,oh!Non c'è niente da fare. Ma,fortun per me,esso era ancora lì ch'aspetta l'arrivo di me medesima. Così,in compagnia del giovane Holden,arrivai alla tanto agognata valle,dove mi aspettavano i miei sudditi.
04 Giugno 2009
Wawaweewa gente!Da quanto tempo non ci si vede!..."vede"! Fuffaworld é tornato!La scuola é finita e dopo una lunga attesa siamo tornate più cariche di prima.Le vacanze sono appena iniziate e non vediamo l'ora di spassarcela al meglio. Oggi per la sottoscritta é stato ufficialmente l'ultimo giorno di scuola,passato in allegra compagnia del guardamosche,Iavarone,La Scema e i due figli.Eh si,la Matrisciano porta la figlia Mariacrittina,la scema ne porta 2!La Matrisciano porta la figlia e il cane,l'anno prossimo la Scema porterà i figli e il marito. Tornando a noi..Nella prima ora la mia disperazione si trasformò in paranoia e alla fine in panico,non c'era altro studente all'infuori di me e mentre cercavo di far compassione al cellulare a qualche fuffosa di terza B per tentarla di convincere a venire a scuola Iavarone con una mano scriveva bigliettini d'amore a una delle sue tante amanti,con una spalla teneva il cellulare e con l'altra...eheh!
Per fortuna nella seconda ora entrò il guardamosche tutto intontito,passo lento e occhi rossi... "C....iiii....aa....o...Non...cee...la faccio...proprio...Sono...s...taaan...chissimo,m...i...sono svegliato alle 4."
Così ci mettemmo all'opera,al centro Iavarone,io alla sua destra e il guardamosche alla sua sinistra,entrambi intenti a svolgere le divertentissime disequazioni e i radicali nella calda giornata del 4 giugno.E mentre il sudore scorreva dalle nostre fronti e la penna fumava,Iavarone eccitato intratteneva chiamate erotiche con un'amante. "Pronto amore..." Mi avvicinai,con fittizia indifferenza ma con la curiosità di Perpetua. "Eh si...ieri...é stata una notte di fuoco....Ora sei sveglia?" Io e il guardamosche ci guardammo negli occhi e per celare il sorriso ci voltammo. Alla fine della seconda ora scappò via di corsa.Ma dimenticò un foglio..Io e il guardamosche lo prendemmo...Da non crederci,a caratteri cubitali c'era scitto: LISA SEI LA PIU' BELLA! By Il prof...
Commovente... Durante il cambio d'ora incontrammo il mio giovin popparuolo con tanto di accompagnatrice che vagavano per il mio edificio in cerca della mia classe.Si avvicinò a me e salimmo le scale.A un certo punto Fabiana disse: non voglio fare il terzo in comodo.Ciao!
La terza ora la Scema si presentò in classe con due bambini,maschio e femmina. La bimba ammaliatrice mi bacio e mi abbracciò.Io,stoica come sempre mi limitai ad accennare un sorriso finto,mentre il guardamosche intrattenne i bimbi con spettacoli ludici con tanto di barchette,cappellini e partite di calcio.. Fortunatamente l'ora passò in fretta e stanchi della dura giornata io e il guardamosche facemmo una giustifica di uscita anticipata fasulla e fummo finalmente liberi. Salutammo per l'ultima volta Satana dallo snervante profumo e ci avviammo per la nostra strada.Io tornai al tempio di Giove mentre il mio prode compagno fu assalito da una mandria di vacche in calore e perfino dal rappresentante di istituto dalla s moscia che gli saltò addosso commosso.E alla fine salutò anche me... Bah!
E visto che siamo in tema di saluti ne approfitto per porgerli anche a Heidi la montanara e quel gran pirlone di keanforever(Rob Scemlin su Facebook)...eh toh,pure alla Porcona dei Lunedì Santi,che,a proprosito,quest'estate girerà anche lei un porno con Iavarone,ma shhhh...Tutto questo lo saprete nella prossima puntata.
13 Maggio 2009
Stamattina in classe il tempo non passava mai.Mi è sembrato di fare delle lezioni di una settimana ognuna.Cesare moriva alla moviola,Dante aveva scritto tremila cantiche della Divina Commedia,i fiumi della Romania erano tutti più lunghi del Mississippi. L'ultima ora ci è toccata la prof di matematica,detta Manson,che spiegava il teorema di Pitagora e io mi stavo addormentando appoggiata all'ipotenusa. Allora,per stare sveglia sono andata in banco con la Baccarini,detta Baciolini.E' una fanciulla rossa tutta pepe,bassina ma con due tette da cassiera di bar. Ha un diario pieno di cuoricini,boccucce e pensieri dolci e tiene appeso allo zainetto un grappolo di pupazzi e micioli,ma è perfida come una iena. Forse nella nostra classe solo Gasparrone,quello che sigilla le lumache col Vinavil,è più malvagio di lei. Inoltre la Baccarini ha una vita erotica intensissima che le invidio molto.Bacia tutti e poi li butta via,come la carta dei cioccolatini. Il povero Zagara,il giandone della classe,quando lei lo ha mollato ha tentato il suicidio per overdose di meringhe. Per non annoiarci ci siamo messe a dare i voti alla bellezza dei nostri compagni di classe,e vi assicuro che stavamo larghe,ma la media era cinque e mezzo.Nel far ciò ci scappavano dei risolini complici e ci davamo del gomito. Allora la Manson,con la faccia stizzita,ci ha puntato contro il dito e ha detto: -Cosa si fa laggiù all'ultimo banco,si ride? Ha pronunciato "si ride" con un tono come se dicesse:"si spaccia droga","si fabbricano bombe". Allora io mi sono alzata e ho detto: -Effettivamente,signora professoressa,stavamo ridendo in quanto ritenevamo buffo ciò di cui parlavamo,ma non c'era niente di oggettivamente malsano o criminoso nel nostro atteggiamento.Io capisco bene che se ridessimo ininterrottamente per tutto l'orario scolastico ciò farebbe sospettare una nostra disattenzione,o spregio,o beata cretinaggine,ma ritengo che un pò di umorismo anche in questa austera sede faccia bene allo spirito e,di riflesso,alla gioia dell'apprendimento.In quanto al rapporto fra riso e matematica... Non mi ha fatto finire.Ha ringhiato:"smetti-o-ti-do-due",e per fortuna è suonata la campanella. Ma insomma,ho pensato,quasi tutti i film e la tivù e i giochi per ragazzi ci invitano a ridere e stare allegri,così poi vediamo le puntate successive e compriamo i gadget.Però a scuola non possiamo ridere un minuto. La morale è:non dobbiamo ridere quando siamo contenti noi,ma quando sono contenti loro. Così rimuginavo tornando sullo scuolabus,davanti avevo la Baciolini che faceva esperimenti di apnea con tale Gigi Marra,il fascistello della classe,dietro Zagara ringhiava,folle di gelosia apocalittica. Fuori c'era la città grigia e piovosa perchè la primavera è in ritardo(forse verrà il prossimo inverno),e così sono arrivata a casa.
02 Maggio 2009
Ora che ho un pò di tempo posso dedicare qualche riga ai personaggi che hanno deliziato le nostre giornate in Toscana. In primis l'autista Alfonso,in napoletano Affonso,un grande personaggio. Pieno di napoletanità popolare,play-boy sbagliato,ammiratore dei vu-cumprà,Affonso si è fatto riconoscere per le sue doti di seduttore rude e rapido. Ha cercato di attirare l'attenzione della giovane cameriera casta e pura e un pò rintronata. E ci ha provato pure con la cuoca!Si!Quella anzianotta bassa e grassa con le tettone uguali a quelle della Cinghiala(lunghe con la punta rivolta verso l'alto).L'ha fermata con destrezza vicino al muro,appoggiando la mano su di esso per evitare che lei potesse scappare e le ha farfugliato parole a noi sconosciute. L'amica Antani ha notato la sua somiglianza con il maiale. Molte caratteristiche ha in comune col "puorc": -una pelle rosea e a tratti vermiglia -assenza di quella parte del corpo nota col nome di collo -atteggiamento maialesco durante il pranzo. E' anche un amico sincero dei neri vu-cumprà,che considera fratelli. La mattina a Pisa un venditore africano si avvicinò al pullmann dal quale stavamo scendendo e chiese ad Affonso di comprare ombrelli. -Waaa,fratè,e tenimm tutti quant i 'mbrell. Infastidito dall'insistenza del venditore disse:-'O nì,rammill tutti quant ja!- Il tutto,condito da un fare tipico dei popolani napoletani.
E passiamo a L'uomo del lampredotto,un simpatico fiorentino venditore di lampredotti che prestò vivamente la sua immagine agli obiettivi dei paparazzi casertani.
Personaggio molto amato da me e Antani è Quel fiorentino della gelateria.Un simpatico ragazzo gelataio che vedemmo per pochi secondi(mentre camminavamo per raggiungere la stazione)quando passammo davanti alla sua gelateria. Quei pochi secondi bastarono per essere notato e amato da me e compagna.Un personaggio degno di tutti gli onori. Ci colpì la sua intonazione solenne e a tratti di rimprovero,ma soprattutto le frequenti aspirazioni che faceva mentre parlava. Aspirazioni di C e T che non ci permisero di cogliere il significato della sua comunicazione,ma che ci fecero capire subito che era una persona amabilissima. -Ahhhhahahaaahhahahahhhaha-(questi erano i suoni emessi dal gelataio fiorentino,agitato,che si aiutava con la gesticolazione del braccio teso verso destra).
Come non menzionare quella guida pisana così simpatica e affascinante? Un ragazzo in aspra lotta con i fiorentini,amante della storia di Pisa e della Piazza dei Miracoli,così chiamata perchè D'Annunzio si faceva "le seghe mentali"(proprio così disse) su di essa. Come dimenticare la giacca con la toppa sul gomito? -Non lo rivedremo mai più-mi fece notare Antani assumendo l'espressione da jettatrice e il tono lugubre della prof Mortimer. Ma è un personaggio da ricordare!Guida pisana in our hearts!
Non mi vengono in mente altri personaggi.Se a te,Antani,ti vengono,non esitare ad aggiungerli.
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